Abitavo da sola già da quasi un anno, avevo trovato un equilibrio fragile ma tutto sommato sereno. Poi, all’improvviso, la notizia: era venuta a mancare mia madre.
La situazione era delicata. Non eravamo molto in contatto, i parenti faticarono persino a rintracciarmi. E nel frattempo lei aveva lasciato solo il suo cane, finito in canile.
Appena lo seppi, corsi a prenderlo. Potete immaginare lo stato d’animo di quel cagnolino: improvvisamente solo, abbandonato, rinchiuso per giorni in un box.
Lo portai con me, ma ci mise un po’ a capire che quella nuova casa sarebbe stata la sua casa. Quando uscivo, ululava disperato, piangeva, abbaiava. Era il dolore che parlava per lui.
In quei giorni ero costretta a stare fuori diverse ore: il lavoro, le pratiche burocratiche, l’organizzazione del funerale.
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