Ho un vicino complottista, no vax, no mask, no tax, insomma, tutte le caratteristiche del disagio moderno rivisitate in chiave egoistica.
Uno di quelli che ogni volta che lo incroci ti regala perle di saggezza tipo:
“Lo sai che la terra è piatta, vero?”
“Guarda che il covid non esiste, è tutta una montatura delle multinazionali farmaceutiche per venderci il 5G in pasticche.”
“Le tasse? Io non le pago, perché lo Stato non mi rappresenta.”
E io ogni volta penso: “Beato te, che vivi in un mondo tutto tuo, senza scontrini e senza neuroni.”
Dite: “Vabbè, ha cinquant’anni, ormai è andato, lascia perdere, guarda alle nuove generazioni.”
Eh, magari.
Risultato: entro nell’androne condominiale, spesa in mano, bimba di due anni in braccio, moglie all’ottavo mese al seguito.
Nel frattempo, chi ti vedo arrivare? Sua figlia, vent’anni scarsi, l’aria di quella che ha appena inventato Instagram in persona.
Le tengo aperta la porta per farla entrare (non ricordo se coi piedi o con le mie palle piene, ma insomma, la porta si apre).
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