La mia situazione è questa.
Possiedo una casa di campagna nella quale, per motivi di lavoro e vita quotidiana, riesco ad andare molto di rado. Si tratta di una proprietà di famiglia, e nei ricordi di chi l’ha sempre frequentata c’è un particolare: la strada di accesso, una strada di vicinato condivisa che attraversa due proprietà. Quando venne realizzata, anni fa, fu costruita in parte sul terreno di mio nonno e in parte sul terreno confinante, appartenente a quello che oggi è il vicino in questione. In sostanza, la strada funge da linea di confine tra le due proprietà, dividendo fisicamente ciò che un tempo era un unico grande appezzamento.
Dal lato della mia proprietà, c’è sempre stato un muro di cinta che sorregge il giardino, leggermente rialzato rispetto al livello della strada. Il muro è presente da decenni e definisce chiaramente il confine. Dall’altro lato, invece, quello del vicino, non è mai stato costruito nulla: nessun muro, nessuna recinzione. Era sempre stato così e nessuno ci aveva mai visto un problema, almeno fino a tempi recenti.
La questione è peggiorata negli ultimi anni. C’è una curva, proprio lungo questa strada di accesso, che da sempre usavamo come punto di manovra con le automobili. Era una prassi consolidata: si scendeva in auto verso il garage, si faceva manovra in quel tratto di strada, e poi si usciva comodamente in avanti. Una normale abitudine, necessaria anche perché altrimenti l’unica alternativa sarebbe fare 300 metri in retromarcia lungo una stradina stretta e in pendenza.
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