Il mio vicino di sotto vive in un appartamento proprio sotto il mio, in un vecchio condominio dove i muri sono sottili e i pavimenti ancora peggio. Con lui convive un suo familiare che ha superato il secolo di vita: una persona ormai completamente priva di coscienza, che non parla, non riconosce nessuno e passa le giornate in uno stato che sembra a metà tra il sonno e l’assenza.
Già di suo il vicino è una persona molto rumorosa. È in pensione e passa praticamente tutto il giorno al telefono: parla con amici, parenti, assicurazioni, medici, chiunque. E non lo fa mai sottovoce. Ha quella voce squillante, che rimbomba per tutta la casa, e spesso sembra quasi che stia litigando anche quando sta semplicemente raccontando cosa ha mangiato a pranzo.
Ma il vero problema arriva quando si dedica al familiare.
Ogni giorno, senza eccezione, alle sette e mezza del mattino iniziano le urla. Non parole normali, non richiami gentili: urla vere, ripetute, insistenti, come se cercasse di svegliare qualcuno che dorme profondamente o come se volesse farsi sentire da una persona in un’altra stanza. Solo che quella persona è a pochi metri da lui, e soprattutto non è in grado di reagire.
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