Secondo lei appoggiavo prima il tallone e questo produceva un rumore insopportabile nell’appartamento sottostante. Io avevo sempre creduto che camminare consistesse semplicemente nel mettere un piede davanti all’altro senza cadere, invece in Oberösterreich esisteva evidentemente un regolamento più complesso.
“Devi camminare così.”
A quel punto è iniziato il tutorial.
Ilonka ha fatto qualche passo davanti alla mia porta, piegandosi leggermente e appoggiando prima la punta del piede, con la delicatezza di una ladra che cerca di attraversare una stanza piena di allarmi. Poi si è girata verso di me.
“Hai visto? Non con il tallone. In punta.”
La guardavo dimostrare la corretta tecnica di deambulazione nel mio appartamento mentre cercavo di capire se stessi vivendo davvero quella scena. Non mi aveva chiesto di evitare i tacchi, non mi aveva detto che il pavimento era particolarmente sottile, pretendeva proprio che da quel momento modificassi il modo in cui camminavo dentro casa.
“Quindi dovrei andare sempre in punta di piedi?”
“Sì, perché sotto si sente.”
Fantastico. Avevo attraversato il confine, affrontato un trasloco e sistemato un appartamento nuovo per scoprire che, dal secondo giorno, avrei dovuto muovermi come una ballerina del Bol’šoj.
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