L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il TIR

Ieri avete mandato un articolo molto divertente di uno tizio che faceva casino con la sua macchina e di come il vicino ha brillantemente risolto.

Quando avete parlato dei camion in camera mi è venuto in mente il periodo in cui il mio vicino (o meglio il figlio del vicino), ha fatto impazzire me e l’altro vicino che abbiamo, viviamo in una palazzina di 4 appartamenti alla fine di una via di una zona industriale.

Dicevo il figlio del vicino, 14 anni: non aveva il minimo rispetto delle regole. Nonostante andasse a scuola, lui era sveglio almeno fino alle 2 di notte, con il volume della Playstation altissimo. A quell’ora si potevano sentire gli spari e le esplosioni dei giochi, ovviamente attaccati all’impianto audio con tanto di subwoofer che faceva tremare il pavimento. Il massimo lo raggiunse una notte in cui, probabilmente annoiato, si mise a buttare petardi dalla finestra alle 2.

Una volta, incontrandolo, ho provato a parlare con lui con calma e tranquillità e ricordo che mi ha detto solo “ok, ok, ok” senza aggiungere altro e senza guardarmi in faccia. Ovviamente non ho risolto nulla (scemo io che parlo con un 14enne annoiato) quindi, ho provato a parlare anche con il padre.

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Purtroppo anche in questo caso, non c’è stato alcun risultato! Ogni notte fine alle 2 c’era un casino impossibile: sembrava si essere proiettato nei giochi di guerra, tra proiettili e bombe. Non vi dico cosa succedeva quando “moriva”. Botte, urla, oggetti scagliati.

I più si chiederanno perché non usare delle cuffie, soprattutto a quell’ora. Ad oggi non ho ancora risposta, visto che, come ho detto, parlare con il padre è stato semplicemente inutile.

Alla fine, quando il gioco si fa duro… scende in campo il mio “Ringhio“.

Faccio il camionista e ho un autoarticolato di 13mt: il Ringhio!

In genere, quando torno a casa la sera, parcheggio il camion a 100 mt da casa. Come ho detto abitiamo in una zona piuttosto isolata e c’è un punto in cui posso parcheggiare agevolmente, tuttavia decido che, da quel giorno avrei parcheggiato il camion davanti a casa, cosa mai fatta prima per evitare rumori inutili. Il fatto è che io parto alle 5 tutte le mattine e prima di partire lascio il camion acceso almeno 15 minuti.

La cosa va avanti per 3 settimane circa, quando, alla fine, la madre dell’ebete viene a suonare al campanello e mi chiede di evitare tutto quel rumore alle 5 della mattina. Quando le rispondo che eviterò quando il figlio eviterà di fare casino fino alle 2 di notte, prima mi dice: “ma non, non è mio figlio, a quell’ora dorme“, poi quando la guardo come per dire “ma mi prendi per il culo?”, ammette ma ci tiene ad aggiungere che “è un ragazzo e si deve divertire”. Alle 2 di notte??? Io, boh.

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Passa ancora una settimana e una mattina dopo aver acceso il camion mi ritrovo una pattuglia che si avvicina a me. Scendono e mi dicono che sono stati chiamati per l’eccessivo rumore. Rapida controllata al camion, rapida spiegazione e i due agenti se ne vanno, non prima di avermi avvertito del fatto che qualche vicino sta chiamando in continuazione lamentandosi.

Nel punto in cui si svolge la cosa, potrei dar fastidio solo a alla “famiglia felice” e ad un altro vicino che però esce di casa insieme a me, non solo: gli ho raccontato la cosa e lui mi ha detto che se avessi avuto bisogno, avrebbe trovato anche lui il modo per far casino alle 5. Comunque, semmai ci fosse stato bisogno di conferme, ora sappiamo chi chiama le forze dell’ordine.

Quando ha visto che la “carta sbirro” non ha funzionato, ho avuto la mia giustizia.

Poi, qualche girono dopo, il padre del ragazzo mi ha fermato davanti a casa e ha esordito con “senti, mi rendo conto che ci stiamo facendo una stupida guerra, forse è il caso che ci mettiamo a parlare di questa situazione”

Gli ho risposto: “è vero, ma io ho provato a parlare con X (nome del ragazzo), con te e con tua moglie. Non solo non avete fatto assolutamente nulla ma avete quasi negato l’evidenza e questo mi fa incazzare” 

Mi ha risposto in un modo che mi ha sorpreso: “Ti chiedo scusa, hai ragione, me ne occuperò”.

Magia! Da quel giorno, le cose sono radicalmente cambiate. La notte c’è un silenzio tombale (qualche rumore assolutamente sopportabile).

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A Natale ci siamo perfino scambiati gli auguri e abbiamo brindato insieme.

Spero che il ragazzo cambi: è molto giovane, ma mi auguro che maturi in fretta, non solo per i rumori, ma proprio per il modo di fare. Per adesso sembra che la strada sia buona, intanto io parcheggio il bilico a 100mt da casa, come prima.

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