L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il proprietario da incubo

Il mio vicino da incubo è il mio (per fortuna quasi ex) proprietario di casa che abita sopra di noi, in una palazzina in cui siamo solo tre famiglie, compresi loro.

Io e il mio fidanzato ci trasferiamo in questa nuova regione per motivi di lavoro di lui ai primi di marzo, io nel mentre cercavo lavoro. Premessa importante: la casa aveva le porte rotte a causa del cane dell’ex inquilino e a causa del Covid le riparazioni erano in ritardo quindi avevamo concordato che per noi non era un problema entrare in casa che ancora si dovevano aggiustare le porte.

Entriamo in casa il primo marzo e la casa era sporca, piena di peli di animali dell’ex inquilino e nonostante ciò ci siamo messi comunque a pulirla. Il problema è che la casa aveva anche tantissimi piccoli problemi di cui il proprietario non si era accorto, peccato che a segnalarli io (ragazza) mi sono beccata solo insulti.

Che fosse un VDI avremmo dovuto capirlo da subito, in quanto mi ritrovai la manopola per regolare un termosifone in mano dopo qualche ora che ero in casa, e lui imputò il danno a me facendomi pagare metà dell’intervento. L’acqua calda dalla doccia non usciva e lui ha iniziato a borbottare che non voleva pagare. Alla fine lo ha fatto perché la moglie gli ha fatto notare che lì non potevamo c’entrare veramente niente.

Ho provato ad avere rapporti civili portando anche del tiramisù fatto da me e mi ha risposto: “Perché l’hai fatto?”, niente, il signore aveva la puzza sotto il naso.

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Da queste prime esperienze decido che meno gli parlo e meglio è, ma purtroppo dopo una settimana mi accorgo che la caldaia ha qualcosa di strano (la caldaia era nuova, di quelle tecnologiche che controlli tramite app) perché quando si accendevano i termosifoni il giorno dopo dava errore riempimento. Gli chiedo di andare a riempire e già inizia a borbottare, speravo fosse finita lì e invece l’errore persisteva, e io con lui non volevo parlare. Ho iniziato a non dormire più perché sapevo benissimo che voleva imputare il problema caldaia a noi.

Scendiamo nella nostra regione per una settimana e gli lasciamo la chiave di riserva per la storia delle porte rotte, perché il falegname poteva venire solo quella settimana. Il proprietario di casa ha fatto fatica pure a mandarci un messaggio per dirci quando il falegname sarebbe passato a prendere una delle porte rotte, lo abbiamo scoperto tornando a casa.

Passano i giorni, gli chiedo quando il falegname sarebbe tornato perché volevo organizzarmi con i colloqui e viene a borbottare che non è colpa sua se il falegname è in ritardo (volevo solo organizzarmi con i colloqui e lui è partito in quarta).

In tutto questo la caldaia è palese che perde acqua direttamente dall’impianto. Mi faccio coraggio per segnalarlo al proprietario di casa dicendogli che serve l’intervento del tecnico.

Lui inizia ad urlarmi addosso le peggio cose, dicendo che non ho le competenze per dire che la caldaia era rotta (non è che ci voleva una scienza, diceva sempre errore riempimento) e che se non ci stava bene come stava stava messa la casa potevamo tranquillamente andarcene (non mi aspettavo che per una segnalazione potesse intimarci di andarcene).

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Gli rispondo dicendogli: “Va bene, intanto io ho segnalato il problema, poi veda lei” ed esco di casa anche per parlarne con il mio fidanzato.

Lui era a lavoro, e infatti viene chiamato dal proprietario di casa che gli chiede se io avessi una fobia verso le caldaie. Il mio fidanzato rimane basito e gli dice che la caldaia ha problemi e che io ho voluto solo segnalarlo.
Dopo la chiamata con il mio fidanzato il proprietario di casa ci dà il privilegio di chiamare il tecnico (in tutto questo la caldaia ha una garanzia di due anni). Il tecnico mi dà ragione dicendo che la caldaia perde acqua e il proprietario si scusa per avermi urlato addosso. Da quel giorno ho sempre cercato di non incontrarlo fuori dagli spazi comuni anche se non era sempre così semplice.

Poi arriva il giorno X.

Premessa, i giorni prima del giorno X io e il mio fidanzato stavamo litigando spesso per i cavoli nostri e ovviamente il proprietario di casa sentiva tutto.

La moglie mi manda un messaggio per sapere se il falegname poteva venire il giorno X alle nove del mattino per riparare l’altra porta rotta, chiedo se si può fare alle 11. Arriva il marito tutto furibondo chiedendo il motivo, io gli rispondo che chiedevo se fosse possibile alle 11 per far dormire il mio fidanzato un po’ di più e lui inizia di nuovo ad urlarmi addosso dicendo che queste non sono le regole (non sapevo che ci fosse una regola pure su queste cose) e che se non ci stavano bene queste condizioni potevamo andarcene via.

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Gli rispondo: “Va bene”, chiudo la porta e dopo una decina di minuti gli vado a parlare chiedendo se avesse dei pregiudizi nei nostri confronti, visto che in un mese ci ha intimato due volte di andarcene via per delle stupidaggini.

Inizia ad urlare che siamo noi ad avere dei pregiudizi nei suoi confronti, che non gli andava bene che gli avessi chiesto del falegname perché dovevo fare i colloqui, che non sono così educata come voglio far sembrare, che da dove veniamo noi sicuramente non si lavora come si lavora in questa regione ma poi la cosa più brutta e anche più vomitevole che potesse dirmi: “Io sento le litigate con il suo fidanzato e non voglio che mi tratti così”.

Il giorno dopo si scusa per le urla (non per le cose dette) dicendo che noi mettiamo tanti paletti (ricordare che quando siamo scesi giù gli abbiamo lasciato le chiavi di casa, alla faccia dei paletti).

Dopo due mesi scarsi abbiamo deciso di cambiare casa, mai più proprietari di casa sopra la testa.
PS: Ogni volta che avveniva qualche litigio il mio fidanzato era a lavoro.

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