Anche i portieri ci si mettono.
Io vivo al piano terra, giusto accanto a quell’angolo che per qualche strana maledizione è diventato il centro operativo del condominio. Dopo settimane di sveglie anticipate, mi sono fatta coraggio: ho preso il portiere da parte e, con calma, gli ho chiesto se poteva avere almeno la decenza di non fare casino davanti alla mia porta prima delle 10. Non chiedevo silenzio monacale fino a mezzogiorno, eh: solo un po’ di tregua per riuscire a dormire come un essere umano.
Risultato? Dalle 8.30, lui inizia la sua personale rassegna canora.
Ogni inquilino che passa: “BUONGIORNOOO!!!” urlato come se stesse presentando il Festival di Sanremo. E non uno, ma dieci, venti volte, perché deve salutare anche chi ha già salutato due minuti prima.
Poi c’è il concerto delle porte: quella dello sgabuzzino attaccato alla mia porta che viene aperta e chiusa compulsivamente, come se fosse un esercizio ginnico. CLAC! SBAM! CLAC! SBAM! Ad ogni botta, la mia tazzina di caffè vibra sul tavolo come in Jurassic Park quando arriva il T-Rex.
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