Appena pubblicata la foto, è partita l’indignazione generale. Gente sconvolta dal disordine, persone preoccupatissime per la sorte del pianerottolo e commenti scritti come se avessimo occupato abusivamente l’ingresso di casa loro.
A quanto pare era necessario specificare che nessun condominio è stato stuprato per realizzare quella fotografia. Non ci sono amministratori disperati, condomini ostaggio delle nostre scarpe o famiglie costrette a scavalcare montagne di oggetti per raggiungere il proprio appartamento.
È una casa di proprietà e quello è il nostro ingresso. Il pianerottolo è grande, viene utilizzato da entrambe le famiglie e, soprattutto, a noi sta bene così.
Il punto era proprio questo: io e il mio vicino abbiamo trovato un equilibrio. Siamo entrambi un po’ incasinati, nessuno rompe le palle all’altro e conviviamo senza trasformare ogni oggetto lasciato fuori dalla porta in una questione di Stato.
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