L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il parchetto

Viviamo in un complesso di circa trenta villette, senza spese condominiali e senza regolamenti da firmare col sangue. Eppure, negli anni, si è creato un bel senso di comunità: ci si saluta, ci si aiuta, ci si presta la scala o la pompa dell’acqua senza troppe formalità.

Al centro di tutto, c’è il parco pubblico.
O meglio, c’era… un parco in stato di abbandono.
Negli anni, il Comune lo aveva lasciato marcire: erba alta, siepi invadenti, cartacce ovunque. Un luogo che avrebbe potuto essere il cuore verde del quartiere, ma che era diventato poco più di una discarica a cielo aperto.

Io e mio marito, che amiamo l’ordine e la pulizia, abbiamo deciso di non limitarci a guardare dalla finestra scuotendo la testa. Così, nel 2012, ci siamo registrati ufficialmente come volontari presso il Comune per occuparci della manutenzione. Tagliare l’erba, potare le siepi, raccogliere rifiuti… insomma, riportare il parco in vita.

Dal 2012 al 2019, tutto liscio.
Ogni primavera e ogni estate eravamo lì, sole o pioggia, a sistemare il parco. I bambini giocavano, le famiglie facevano passeggiate. Nessun vicino, nemmeno quelli con figli, ha mai preso in mano un tagliaerba per dare una mano. Non ci pesava: lo facevamo volentieri.
In quegli anni, per inciso, mio marito era senza lavoro. Lo preciso, perché diventerà un dettaglio importante.

Ecco un altro VDI:   Insopportabile

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