L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il nuovo vicino

Abitavo in una casa di campagna e accanto c’era un altro appartamento (uno di quei vecchi casali divisi poi in più parti), si trasferì accanto a noi un uomo Rumeno più o meno mio coetaneo.

Circa una settimana dopo il suo trasferimento cominciò ad usare il mio stendino, le ciabatte del mio compagno, la mia scopa e tutto ciò che gli serviva ed era a portata di mano lo usava.

Dopo circa due settimane dal trasferimento bussò alla porta della mia cucina con una confezione di uova da 12 e disse testuali parole: “tu Donna fai da mangiare per me”.
Io rimasi senza parole presi le uova e chiusi la porta.

Mi misi a pensare e decisi che invece di inca***rmi e rifiutarmi, gliele avrei cucinate malissimo. Feci una frittata con 12 uova tremenda, cattiva che dico forse nemmeno il cane avrebbe mangiato, e gliela portai. Lui la prese e chiuse la porta.

Un paio di giorni dopo mi vide e mi disse: “tu donna non sa cucinare”. Da quel giorno non me lo ha chiesto più.

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Però mi disse: “tu puoi lasciare porta aperta anche di notte, da oggi ci sono io che faccio guardia”.

Una mattina arrivò con una carpa viva gigante in un secchio, la sgozzò (le carpe urlano) e la pulì in giardino, c’era sangue ovunque.
Poi mi invitò a mangiarla ma gli dissi che non mangiavo pesce.

Un’altra volta mi chiese una sigaretta e se la mise in un’orecchio perché aveva il mal d’orecchi.

Una domenica a pranzo avevo un amico ospite, eravamo in giardino e lui cominciò ad insistere affinché gli uomini bevessero grappa prima di pranzo, uno si rifiutò perché astemio e lui gli disse: “ma tu sei uomo o niente?”, e il mio amico: “io niente”. Lo lasciò in pace.

Era comunque un ottimo vicino alla fine, se tenevi conto delle sue usanze e le volte che mi trovavo sola a casa anche la notte in piena campagna mi sentivo tranquilla.

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