L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il nonno

Come vicino di casa ho mio nonno novantenne, e basterebbe già questo per spiegare metà dei miei capelli bianchi. Non che non gli voglia bene, anzi, ma a volte ho l’impressione che viva come se il pianerottolo fosse la sua frontiera da difendere, una specie di Fort Alamo condominiale dove ogni rumore, luce o pacco Amazon rappresenta una minaccia all’ordine universale.

Per i più polemici faccio un piccolo elenco di episodi, chiarendo prima una cosa fondamentale: le sue lamentele non me le dice mai in faccia. Mai. Neanche per sbaglio. A me sorride, mi chiede come sto, magari mi offre una pesca. Poi però va dagli altri — parenti, vicini, passanti casuali — e si sfoga come se fossi la fonte di ogni disordine del mondo moderno. E naturalmente, tutto torna a me con precisione chirurgica.

1. Le sedie che strisciano

Nonostante gli abbia chiesto più volte, con tutta la calma possibile, di evitare di trascinare le sedie come se stesse spostando container nel porto di Genova, niente. Puntuale, a orari mistici, parte il concerto: scrraaaatch, scrraaaaaaatch, che risuona per tutta la stanza come un dinosauro che si gratta la schiena contro un albero.

Ecco un altro VDI:   La farmacista

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