Il mio vicino infame abita sopra di me. È un talento naturale nel trasformare il suo balcone in una trappola a caduta libera: con la scopa, spinge giù qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Foglie secche, briciole di pane, perfino le mollette ormai esauste. Come se non bastasse, ha la malsana abitudine di gettare i mozziconi di sigaretta proprio davanti alla mia porta, come se fosse un posacenere pubblico.
Negli ultimi tre giorni il suo repertorio si è arricchito: prima un paio di calzini, poi una maglietta sbiadita, e ieri… il coperchio di un secchio. All’inizio, da persona civile, raccoglievo tutto e lo lasciavo sulla scala, nella speranza che un giorno si accorgesse della maleducazione e smettesse.
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