Ieri sera il labrador dei vicini ha deciso che il quartiere intero doveva partecipare ai suoi pensieri.
Ha iniziato ad abbaiare verso le undici meno qualcosa e, invece di calmarsi dopo qualche minuto come fanno normalmente i cani, è andato avanti senza la minima intenzione di fermarsi. Un abbaio continuo, insistente,
sempre uguale, che rimbombava nel silenzio della notte.
Passano dieci minuti, poi venti, poi trenta.
A un certo punto guardo l’orologio e mi accorgo che è passata più di un’ora.
Ormai siamo a pochi minuti da mezzanotte e dei proprietari nessuna traccia. Le luci di casa sono spente, non si sente un rumore, non si vede un movimento.
Alla fine esco in pigiama per capire cosa stia succedendo, perché inizio a pensare che il cane stia male o che sia successo qualcosa.
Lo trovo semplicemente davanti alla porta d’ingresso.
Nessun intruso, nessun animale nel giardino, nessun motivo evidente per tutto quel casino.
Solo lui, fermo lì, a protestare contro l’universo.
Provo perfino a parlargli e a mandarlo a cuccia, ma ottengo l’effetto opposto. Mi guarda e si mette ad abbaiare ancora più forte, come se finalmente avesse trovato qualcuno disposto ad ascoltarlo.
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