L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il fischio delle sette meno cinque

Vivo in una villetta a schiera in un quartiere tranquillo fuori Parma. Dietro casa ho una siepe di alloro vispa, che ho sempre curato con amore. Finché, un giorno, è arrivato lui: il nuovo vicino, Sergio, un ex pubblicitario milanese, iperorganizzato e con un giardino “stellare” su Instagram.

Tutto è cominciato con un innocuo “scambio di battute”:

  • Io: «Bel giardino, Sergio!»

  • Lui: «Grazie! Ma la tua siepe di alloro… è un po’ disordinata, non trovi?»

Ho sorriso, ma ho pensato dentro di me: “Il signore vuole una siepe-palizzata?”. Ma il giorno dopo, sotto casa mia ho trovato un biglietto: “Cara siepe, tagliami tutto tondo, please.”

Ho avvertito una fitta nel cuore, come un colpo ai bulbi dei miei allori. Ma ho fatto finta di nulla. Però… ho cominciato anche io a potare in modo maniacale, seguendo la geometria sacra: ogni ramo doveva avere angolo di 45°. Il risultato? Un bonsai anomalo, esteticamente corretto ma… innaturale.

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