Siamo in vacanza in campeggio.
Tenda, pineta, aria di mare, pace… o almeno così pensavamo.
Perché i nostri vicini di piazzola hanno un figlio mostro.
E non uso la parola a caso: piange ininterrottamente h24, corre come un indemoniato, fa dispetti a chiunque passi a tiro.
Loro, i genitori, lo lasciano “libero di esprimersi”.
Traduzione:
lui urla, piange, rovescia secchi d’acqua addosso agli altri bambini, e loro continuano a sorseggiare il prosecco come se niente fosse.
«Eh ma noi ormai non lo sentiamo più» ci hanno detto.
Beati loro.
Noi, nelle tende vicine, ormai abbiamo il tic nervoso a ogni strillo.
Ma due giorni fa… la svolta.
Il piccolo mostro ha un vizio: entra in tutte le tende.
Apri la zip e te lo trovi lì, a guardarti come un gufo.
Ecco, da due giorni non lo fa più.
Perché?
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