Io e il mio compagno ci siamo trasferiti in questo residence circa sette mesi fa.
Un posto che, sulla carta, sembrava perfetto per crescere la nostra bambina di quasi tre anni: giardino, vicinato tranquillo, qualche regola per mantenere l’ordine.
Peccato che la tranquillità sia durata… il tempo di portare dentro le prime scatole.
Sotto di noi abitava il custode.
Sin dall’inizio, si è rivelato un incubo.
Ogni giorno, puntuale come un orologio svizzero, aveva qualcosa da ridire.
Il problema principale? La bambina.
Secondo lui “correva troppo”, “faceva rumore”, “disturbava la quiete”.
In pratica, il semplice fatto che una bambina di due anni e mezzo esistesse era per lui una violazione del regolamento condominiale.
Sentivamo bussare o squillare il campanello quasi quotidianamente, sempre per lo stesso motivo.
Era arrivato al punto che, appena vedevo il suo nome sul citofono, già mi saliva la pressione.
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