L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il colpevole perfetto

Lei, però, continua imperterrita per la propria strada, come se i fatti fossero dettagli secondari e la sua versione avesse ormai acquisito valore legale. Dopo un anno di accuse, pipì condominiali, urla e tentativi di mantenere la calma, mi si è definitivamente chiusa la vena.

Le ho detto che mi aveva scartavetrato le palle e che avrebbe dovuto trovarsi un cazzo di hobby, visto che durante l’inverno non poteva dedicarsi al giardino. Poi l’ho invitata ad andare a cagare, eventualmente anche nel corsello dei box, dove il suo cane aveva tra l’altro appena lasciato una prova piuttosto evidente del proprio passaggio.

Ho concluso con un educatissimo “Arrivederci” e me ne sono andata.

Da quel giorno non mi parla più.

Sono trascorse due settimane di meraviglioso silenzio: non mi ferma sulla porta, non mi accusa di nulla e, quando mi vede, gira la testa dall’altra parte. Dopo un anno intero di sopportazione, ho finalmente scoperto che per liberarmi della mia vicina da incubo non servivano prove, testimoni o telecamere.

Ecco un altro VDI:   Il giallo del vicino psicopatico

Bastava mandarla a cagare nel posto giusto.

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