Ero nel giardino del mio ragazzo, che per comodità chiamerò P, quando ho iniziato a sentire un rumore metallico. Sembrava qualcosa che colpisse il ferro, a intervalli regolari. All’inizio non ci ho fatto troppo caso: magari qualche vicino che stava sistemando qualcosa.
Dopo pochi minuti, però, P che si trovava nella discesa dei garage insieme a un amico, alza la voce e mi dice:
«Quel rumore non è normale. Guarda che un ragazzo del palazzo accanto sta sparando alla parabola con un fucile da softair.»
Io resto basita. P, che di softair se ne intende (ci ha giocato per anni), aveva riconosciuto subito il modello dell’arma e aveva visto i pallini cadere per terra, dopo aver colpito la parabola. Peggio ancora: aveva anche visto chiaramente il ragazzino affacciato alla finestra con il fucile puntato verso casa sua.
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