L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il cane inesistente

Volevo raccontarvi questa scena di qualche anno fa, con il mio mitico VDM di allora.
Sotto di me abitava il classico vicino rompiscatole, quello che vive con l’orecchio appiccicato al soffitto e annota ogni minimo rumore su un registro mentale, pronto a lamentarsi alla prima occasione.
Noi in casa si camminava in punta di piedi, ma per lui sembrava sempre che avessimo le prove di ballo della Scala in soggiorno.

Un giorno, tornando da scuola – avrò avuto dodici, tredici anni, insomma piena età da prima/seconda media – mi fermai ad aspettare l’ascensore. Arriva lui, spunta dal pianerottolo con passo deciso e quell’aria da ispettore del rumore che gli apparteneva.

Appena mi vede inizia subito la solita lagna: che facciamo casino, che lui non riesce a riposare, che “si sente sempre qualcosa dall’appartamento sopra”. Io ero lì con lo zaino più grande di me, stanca morta, e già sapevo che non mi avrebbe mollato fino all’arrivo dell’ascensore.

Ecco un altro VDI:   Sarà una lunga estate

Poi, a un certo punto, la domanda fatidica:
«Avete un animale?»

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