La mia VDM ha chiamato il proprietario dell’appartamento in cui vivo per fargli presente che, quando vado a lavorare e non sono in casa, il mio cane continua ad abbaiare disperato per ore, disturbando tutto il palazzo. A suo dire, si sentiva “una pena nel cuore”, convinta che lo lasciassi solo, affamato e probabilmente in preda alla malinconia più nera. Insomma, poverino, sicuramente maltrattato.
Il proprietario, un tipo pacato e gentile, l’ha ascoltata con molta attenzione, finché non ha abbassato lo sguardo verso il colpevole: il mio cane, beatamente sdraiato ai suoi piedi, intento a rosicchiare un osso con l’aria di chi ha appena vinto la lotteria.
Dopo un attimo di silenzio imbarazzato, le ha chiesto con tono tranquillo:
“Mi scusi signora, ma come fa a sentirlo abbaiare se, quando la mia inquilina lavora, il cane sta qui con me?”
La signora, pare, sia rimasta muta per qualche secondo, poi ha bofonchiato qualcosa come “Ah… non lo sapevo” e ha chiuso la telefonata con un “Buona giornata” a volume bassissimo.
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