L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il 25 aprile

Il 25 aprile nel mio condominio si è consumata una delle scene più assurde che abbia mai visto e la cosa peggiore è che nessuno dei presenti sembrava trovare la situazione particolarmente strana.

Il protagonista principale è il mio vicino del piano di sopra che però ha un giardinetto con gazebo proprio davanti alle finestre di casa mia, uno di quei pensionati che ogni tanto sembrano svegliarsi con missioni molto precise da compiere.

Quella mattina evidentemente aveva deciso di riportare in vita gli anni Sessanta.

A un certo punto compare sotto il gazebo con un vecchio mangiadischi, una montagna di 45 giri e l’aria serissima di chi sta per fare qualcosa di importante.

Si siede, accende tutto e parte la musica, alta, molto alta, ma soprattutto completamente imprevedibile.

Nel giro di mezz’ora siamo passati da Sandokan ad Al Bano, poi Renato Zero, poi lo Zecchino d’Oro, poi addirittura canzoni natalizie completamente fuori stagione, praticamente una playlist costruita da qualcuno in evidente stato confusionale.

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Lui però era felice, seduto lì sotto con la sua collezione di vinili e quello sguardo nostalgico da uomo che ormai vive in un universo parallelo fatto di gazebo, polvere e ricordi musicali.

Io sinceramente ascoltavo tutto con la rassegnazione di chi ha già capito che opporsi non cambierà assolutamente nulla.

Poi però parte Bella Ciao e lì improvvisamente cambia l’atmosfera.

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