Vivo in campagna tutto l’anno. I miei vicini, invece, sono di quelli che arrivano solo in certi periodi — giusto quando le foglie iniziano a cadere e l’aria sa di legna bruciata.
Autunno, inverno, poi spariscono.
Io resto qui, con gli animali, il lavoro e la quotidianità che non conosce stagioni.
E ogni anno, puntuali come le piogge di ottobre, tornano anche i cacciatori.
Non ho nulla contro la caccia, davvero. Ognuno ha le proprie passioni. Ma ho qualcosa contro la maledetta inciviltà.
Perché, per loro, i miei pascoli sembrano terra di nessuno.
Entrano, passano, si piazzano.
Mi rompono i recinti, aprono cancelli che non richiudono, e la parte migliore? Sparano nei miei terreni. Nei miei pascoli, dove fino a un’ora prima pascolavano pecore e cavalli.
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