Sto ristrutturando casa, e per qualche mese ho deciso di rifugiarmi in una trifamiliare tranquilla in campagna.
“Tranquilla” nel senso più letterale possibile: tre case in croce, circondate da campi, il canto degli uccellini al mattino e il profumo di erba tagliata che ti fa sentire dentro una pubblicità del Mulino Bianco.
Tutto perfetto.
O quasi.
Perché accanto a questa oasi di pace, c’è un monastero.
Un vero monastero.
Con tanto di croce sul tetto, orto curatissimo e, soprattutto, campane.
I miei vicini di muro, dunque, sono… i frati.
Io, ingenua, all’inizio ho pensato: “Beh, meglio di così non poteva capitarmi.
Silenzio, ordine, spiritualità. Una boccata d’aria dopo i martelli pneumatici del cantiere.”
Illusa.
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