Successa poco fa, per l’esattezza alle 3:53 di notte. Non è la prima volta, ma ormai la scena è diventata quasi un rituale notturno: io nel letto che provo a dormire, e sopra, improvvisamente, parte il concerto dello spostamento mobili. Sedie, tavoli, divani: ogni volta sembra che stiano arredando da capo l’appartamento.
All’inizio mi dico: “Dai, resisti, magari finisce subito”. Ma dopo dieci minuti buoni di trascinamenti mi arrendo: basta. Salgo e suono il campanello.
Mi apre lui, con faccia sorpresa, e la prima cosa che mi dice è:
— “Ah, ma tu sei la ragazza che vive sotto di noi? Ma si sente tanto?”
Ora, già lì ho pensato: ma che domanda è?
Prima di tutto, se io ti sento fare casino alle quattro del mattino, che io viva sotto, di lato o persino nel palazzo di fronte… che ti cambia? Il rumore c’è lo stesso.
E poi, sì: se sposti un divano letto alle quattro di notte, è OVVIO che si sente.
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