L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, vicini violenti

I manga e l’aggressione

Finiscono quasi le ferie e ho sistemato per bene la libreria, lavoro prettamente di sera tarda perché di pomeriggio sto in giro con gli amici.

Un giorno mio padre mi dice che l’ha contattato la nostra vicina di piano perché ogni giorno il nuovo vicino suona alla nostra porta per almeno un’ora ma non gli apre nessuno, decido di restare e capire qual è il problema.

Appena sento suonare vado e vedo il vicino che sembra alterato, metto il blocco in maniera tale che non possa aprire più del dovuto (il mio quinto senso e mezzo mi consigliò bene) e apro. Manco tempo di chiedere che mi inizia a gridare in faccia: “Come ti permetti di rovinare mia figlia in quella maniera?”.

Long story short: lui controlla il telefono della figlia e scopre che ha l’applicazione per leggere manga online, chiede chi ha fatto questo e lei spiffera tutto. Non contento di aver rimosso l’app voleva, e so che sembra surreale ma non scherzo, demolire la fonte di corruzione e bruciare la mia camera.

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Sono rimasto allibito, tutto mi immaginavo ma niente arrivava minimamente vicino a questo. In 30 anni e passa di vita son sempre stato perso in giro per la mia collezione, ma questa situazione era nuova.

Tornando a noi, cerca di sfondare ma non riesce e dice che me la farà pagare, io gli dico di andarsene o chiamo la polizia e lui se ne frega ma alla fine la vicina di piano, più precisamente il marito body builder, lo rimuovono, chiedendomi cosa sia successo.

Finiscono le ferie, torno alla casa nella città dove lavoro un po’ preoccupato e con mio padre che non crede alla storia. Una settimana dopo torno a casa per il weekend e la mattina me lo trovo davanti alla porta del palazzo. Mi dice che mi aspettava e che pretende di distruggere tutto quello che ha rovinato la figlia (che ho scoperto aver imparato come installare l’app da sola e che nasconde il telefono al padre), io non ho voglia di parlarci e mi limito a chiedere di farmi passare, peraltro avevo uno zaino, un sacchetto di carta e una valigia con me.

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Qui sono successe tante cose rapidamente: lui mi assale facendomi cadere a terra, mi tira un calcio e mi rompe il sacchetto dal quale escono dei manga che dovevo sistemare. Lui si infuria ancora di più, un tipo accorre per fermarlo e lui inizia a menarlo di brutto, una volante dei carabinieri (dio che culo) vede la scena e i militari cercano di fermarlo ma lui assale anche loro. Alla fine riescono a bloccarlo, ammanettarlo e lo portano via in centrale.

Insomma, questo si becca una serie di denunce e, da quanto poi mi hanno raccontato, anche nella caserma ha cercato di aggredire tutti, dicendo che avrei corrotto sua figlia se non mi avesse fermato.

Tre giorni fa avevo scoperto per vie traverse che lei si stava trasferendo. Il padre è ancora in prigione ma adesso prende dei farmaci per qualche tipo di disturbo mentale. La figlia si è svegliata e sta praticamente scappando di casa per fuggire dal padre prima che ritorni a casa e ha chiesto alla vicina di ringraziarmi perché le ho fatto capire tante cose e l’ho salvata con le mie azioni.

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Picciotti, io sono preoccupato da questo, sia perché lei mi sembra aver problemi come il padre sia per la mia collezione di manga ma per un po’ il vicino starà dietro le sbarre quindi posso tirare un sospiro di sollievo.

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