Mi sono trasferito nella casa nuova da circa un mese. Un mese. Trenta giorni. Teoricamente il periodo in cui ancora dovresti sentire l’odore di vernice fresca, avere i cartoni mezzi aperti pieni di cose che “poi sistemo” e vivere quella fase magica in cui sogni colazioni in giardino, tramonti tranquilli e pace, tanta pace.
E infatti pace c’era. Poi ho conosciuto i vicini.
La casa accanto è abitata da una coppia con due figli. Due angioletti, come direbbero le nonne. Io invece preferisco definirli… fenomeni acustici in miniatura. Non appena aprono gli occhi la mattina, partono le urla. Non gridolini allegri da bimbi felici, no: urla che neanche se stessero rievocando la caduta di Troia.
Ininterrotte. Dall’alba fino al tramonto. La colonna sonora ufficiale della casa dei vicini sembra composta da Tarzan, un megafono e una tromba rotta.
Ma vabbè, sono bambini, mi dico. Cresceranno. Smetteranno. Forse. Un giorno. Con tanta terapia.
paolo zuanon
Avvisa la signora
Ho pronto fucile ad acqua per difendere i gatti e snnaffi i pargoli