Mia madre abita in pieno centro città, precisamente nel centro storico. Un posto che, almeno sulla carta, dovrebbe essere affascinante, ricco di vita e di umanità. Nella realtà è diventato una specie di ghetto urbano, un concentrato di degrado, insofferenza e malumore permanente. Ma su questo sorvoliamo, perché la storia è già abbastanza surreale così.
Avevo partorito da appena quattro mesi quando un giorno decido di passare la giornata da lei. Un po’ per compagnia, un po’ per spezzare la routine, un po’ perché avere una mamma vicino, quando sei neomamma, è una forma di conforto sottovalutata.
Mio figlio, come già detto, aveva appena quattro mesi e soffriva di coliche piuttosto intense. Preciso però una cosa fondamentale: è sempre stato un bambino calmissimo. Di quelli fortunati. Mai urla isteriche, mai pianti interminabili, mai scenate da far arrossire davanti ai vicini. A parte le coliche, non ho mai dovuto scusarmi con nessuno per il suo comportamento.
Quel giorno, però, le coliche erano particolarmente ostinate. Inarrestabili. Avevo provato di tutto: gocce, perette, massaggini, posizioni improbabili degne di un manuale di yoga neonatale. Niente. Zero risultati.
Lascia una risposta