Avevo già parlato in più occasioni del mio vicino Dominic Torello.
Per chi non lo conoscesse Dominic è un mix tra Steven Seagal e Homer Simpson, con due passioni: il cibo e il drifting.
Ma non è delle prodezze automobilistiche, eseguite in una vita vissuta un quarto di drift alla volta, che voglio raccontare.
Dominic vive al piano di sotto, il primo appartamento che si trova appena varcato il portoncino d’ingresso.
Vive con la sua Letty da molti anni ed è consuetudine sentirli litigare quando sono in salotto, in quanto le loro grida rimbombano nel vano scale.
Non ho mai capito, e non mi è mai interessato, il motivo di tanti litigi: più che altro discussioni a voce alta, ma sempre nei limiti del tollerabile e del rispetto, nessuna violenza palesata insomma, né verbale né tantomeno fisica.
Spesso poi, nel giro di poche ore, passano dal litigio alla risata sguaiata.
Di certo non sono dei vicini silenziosi o che passano inosservati.
Qualche settimana fa rientravo a casa verso le 22.00, zoppicante in quanto con una caviglia gonfia.
Sono entrato nel portone e ho sentito delle voci provenire dal loro appartamento.
«Staranno litigando», ho pensato.
Per la prima volta, forse per il silenzio dell’orario, forse un po’ incuriosito, ho provato a prestare attenzione alle parole mentre aspettavo l’ascensore, tenuto occupato dal tizio dell’ultimo piano che stava scaricando, credo, l’intero magazzino dell’Ikea.
Sto per rinunciare all’attesa dell’ascensore quando sento dall’appartamento di Dominic:
— «Cavate le mudande e girate.»
Oh cazzo… ma ho sentito bene?
— «Desso te devi fare come quea lì del video.»
Il sottofondo della TV era chiaramente una scena erotica o pornografica.
Dominic continua:
— «Brava, desso te me monti dosso… no pian, sta tenta che te me schissi i cojoni.»
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