Una sera, alle nove, si è presentata alla porta.
Sosteneva di sentire mobili trascinati e musica altissima. Mi sono ritrovata a dover rispondere di rumori che lei attribuiva senza esitazione al mio appartamento.
È la sicurezza con cui viene da me a esasperarmi. Se sente qualcosa, deve partire da qui. Non sembra esserci bisogno di considerare il resto del condominio.
E il resto del condominio si fa sentire parecchio.
Sopra di me abita un uomo che mette musica alta, litiga con la fidanzata e lascia al gatto una pallina che di notte riconosco a ogni rimbalzo. Sembra una partita interminabile giocata sul mio soffitto.
Io sono nel mezzo: ascolto quello di sopra e ricevo le proteste di quella di sotto.
Quando cominciano le discussioni al piano superiore provo a restare concentrata sui libri. Quando parte la pallina, aspetto che il gatto si stanchi. Quando finalmente mi metto a letto, può arrivare il russare dal pavimento.
La mattina suona la mia sveglia e quello diventa il rumore da contestare.
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