Oggi io e mio figlio maggiore abbiamo scoperto che basta una porta chiusa al momento sbagliato per trasformare due deficienti in un’emergenza condominiale, soprattutto se dentro casa hai lasciato una pentola sul fuoco e il MDI, cioè il marito da incubo, si trova a circa tre ore di distanza.
Non so neanche come siamo riusciti a chiuderci fuori entrambi, ma quando ce ne siamo resi conto era ormai troppo tardi. Niente chiavi, nessun modo per rientrare e quella pentola accesa che, minuto dopo minuto, diventava sempre meno una dimenticanza e sempre più la possibile causa di un articolo di cronaca.
Il primo pensiero è stato provare a passare dal terrazzo della vicina. Le ho suonato, le ho spiegato velocemente la situazione e lei ci ha fatti entrare senza problemi per vedere se dal suo balcone fosse possibile raggiungere il nostro.
In effetti sul mio terrazzo si poteva anche arrivare, peccato che la finestra della stanza fosse chiusa. L’unica rimasta aperta era quella della cucina, praticamente irraggiungibile senza una scala perché abitiamo al primo piano rialzato, che nella realtà significa quasi un secondo piano. Abbastanza basso da farti credere che una soluzione esista, abbastanza alto da impedirti di tentare senza rischiare di romperti qualcosa.
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