Ogni volta che si parla di rumori in condominio, nei commenti compare puntualmente qualcuno con la soluzione definitiva:
“Se non sopporti i rumori, vai a vivere in una casa singola fuori dalle palle.”
E la cosa assurda è che questa frase sembra raccogliere molti più consensi rispetto al ragionamento opposto:
“Se vivi in condominio, devi rispettare anche le persone che abitano accanto a te. Se vuoi fare tutto quello che ti pare in barba a tutti, vai tu a vivere in una casa singola fuori dalle palle.”
Perché, a quanto pare, durante le ore che non rientrano ufficialmente in quelle di riposo, in un condominio dovrebbe essere concesso qualunque cosa. Musica a volume assurdo, mobili trascinati, urla, martelli, corse, strumenti musicali e qualsiasi altro rumore, purché siano le undici del mattino e non le undici di sera.
Se qualcuno si lamenta, il problema non è mai chi produce un casino evitabile. Il problema è chi lo sente.
“È giorno, posso fare quello che voglio.”
No. Puoi vivere normalmente, che è una cosa molto diversa dal comportarti come se dietro ogni parete ci fosse un appartamento vuoto. Il fatto che non siano le due di notte non trasforma automaticamente ogni rumore in qualcosa che gli altri debbano sopportare in silenzio.
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