Vicino ina*** che si è palesato da pochissimo.
Torno a casa da lavoro verso l’una, con quella stanchezza che ti fa solo desiderare un pranzo tranquillo e un po’ di silenzio. Appena scendo dalla macchina mi arriva in faccia una zaffata che mi stende: puzza di carne o pesce arrosto… ma non “buon arrosto”, eh. Quella puzza pesante, rancida, sgradevole, come se qualcuno avesse deciso di grigliare qualcosa già in decomposizione. Giuro, ho guardato in giro per assicurarmi che non ci fosse un bidone dell’organico esploso da qualche parte.
Salgo le scale, entro in casa, e mia madre, con un’espressione tra il rassegnato e il nauseato, mi dice:
“È da un po’ che si sente.”
E non era il classico profumo da barbecue della domenica, no: sembrava di avere un incendio di pescheria nel corridoio. Dopo pranzo, quando speravamo che almeno l’aria si fosse un po’ sistemata, ci rendiamo conto che la puzza non solo era peggiorata, ma aveva letteralmente invaso casa. Era entrata nelle stanze, nei vestiti, nei muri… mancava solo che bussasse alla porta per presentarsi.
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