L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Bricoman

Nel 2019, dopo undici lunghissimi anni di convivenza forzata con i VDM, raggiungo finalmente l’illuminazione: cambio regione, cambio vita, cambio aria. Metto quindi in vendita la casa, una specie di villetta a schiera artigianale, con ingresso indipendente e piano superiore tutto mio. Un piccolo rifugio… almeno sulla carta.

Ed è proprio in quel momento, come se avessero ricevuto una notifica cosmica, che uno dei due VDM decide di dare il meglio di sé.

Ogni singola volta che avevo una visita di potenziali acquirenti — e sottolineo ogni — il suddetto personaggio si trasformava in un maestro carbonaro. Accendeva il suo barbecue in muratura, gentilmente costruito abusivamente a circa 20 centimetri dal muro divisorio e dal mio cancello di ingresso. Venticinque centimetri di distanza dalla civiltà.

Ora, qualcuno potrebbe dire: “Vabbè, un barbecue, che sarà mai?”.
Eh no. Perché il nostro eroe non accendeva una brace: evocava spiriti maligni.

Fumate nere, dense, compatte, così impenetrabili che neanche in Vaticano durante l’elezione del Papa. Una nube tossica che avvolgeva tutto il vicinato, costringendo i poveri malcapitati a ritirare i panni stesi in modalità emergenza, come durante un bombardamento. Gli acquirenti, invece, dovevano attraversare quella coltre infernale per raggiungere la mia proprietà, entrando tossendo, con gli occhi lucidi e l’espressione tipica di chi sta rivalutando le proprie scelte di vita.

Ecco un altro VDI:   La vicina del piano accanto si chiama Claudia.

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