Dopo appena tre mesi in Germania ci siamo ritrovati ad aprire la porta alla polizia, in pigiama e con le pantofole di peluche. Ma per capire come siamo arrivati a quel momento bisogna partire dall’inizio.
Io e il mio fidanzato abbiamo entrambi venticinque anni e, dopo una lunga e accurata ricerca, eravamo finalmente riusciti a trovare la casa che desideravamo. Era il nostro primo vero nido d’amore, quindi eravamo pieni di entusiasmo e pronti a cominciare una nuova vita insieme.
Le prime stranezze sono iniziate ancora prima del trasloco, mentre alcuni operai stavano montando la cucina. Scendendo le scale incontro una signora su una carrozzina elettrica che comincia a parlarmi velocemente in tedesco.
Io frequentavo la scuola di lingua da pochissimo e non capivo praticamente nulla, quindi riesco a chiudere la conversazione usando le quattro parole che conoscevo e proseguo verso l’uscita.
Nell’androne, però, mi fermano due donne che fortunatamente parlano inglese.
“Quella signora è pericolosa, non darle confidenza. Qui è già dovuta intervenire diverse volte la polizia.”
Rimango un po’ turbata, ma ero troppo felice per la nuova casa e decido di non dare troppo peso a quell’avvertimento.
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