Oggi, uscendo, vedo che qualche idiota ha lasciato la cacca del suo cane a lato del nostro cancello.
Proprio lì. Non davanti a un muro qualsiasi, non in un angolo dimenticato del marciapiede: esattamente accanto al cancello di casa nostra, come se fosse una firma. Un gesto rapido, probabilmente notturno, di quelli che non fanno rumore ma lasciano strascichi.
E io, ovviamente, ero di fretta. Carica di roba, borsa che scivola dalla spalla, chiavi in mano, più i miei due cani che aspettano solo di uscire e fare quello che i cani fanno. Vedo tutto in un secondo, registro l’ingiustizia, ma non posso fermarmi. Non posso raccoglierla, non posso improvvisarmi addetta alla nettezza urbana per conto terzi. Posso solo sospirare e andare.
Il problema è che so già come andrà a finire.
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