Vi racconto la storia della mia “vicina”, che vicina-vicina non è: sta a quattrocento metri, ma ha un radar emotivo con raggio da aeroporto.
Un anno fa io e il mio compagno abbiamo comprato casa. Trasloco, scatoloni, piante mezze vive e — soprattutto — la nostra signorina a quattro zampe. È una cagnolina buona, affettuosa, con quel muso che ti firma la pace nel mondo. Sta in casa con noi; esce in giardino giusto durante l’orario d’ufficio, 08:30–13:00 e 16:00–17:30, in un regno di 30 mq con tettoie che neanche un resort: zona pioggia, zona sole, zona “non mi va di socializzare con le gazze”.
Per settimane: pace. Gli uccellini cantano, noi impariamo il rumore del cancello, la cagnolina annusa l’erba come se fosse un romanzo.
Poi arriva il sabato drammatico.
Suona il citofono con l’energia di chi ha già pronto il monologo.
— “Siete voi i proprietari del cane che abbaia sempre?”
Lascia una risposta