La prima lamentela rivolta a noi mi ha lasciata perplessa.
“I vostri cani abbaiano continuamente.”
Ho spiegato che non erano i nostri, che c’era un nuovo cane nel palazzo e che lo sentivamo anche noi. Mi sembrava un equivoco facile da chiarire.
Poi è arrivata un’altra persona con la stessa contestazione.
A quanto pare, siccome i nostri cani sono conosciuti, l’abbaio ha già un indirizzo a cui consegnare le proteste.
I nuovi arrivati lasciano il loro sul balcone, noi ci ritroviamo a raccontare da capo le abitudini dei nostri: quando sono in casa, quando abbaiano, cosa stiamo facendo per educarli.
Mi irrita dovermi giustificare proprio mentre sto subendo lo stesso rumore degli altri.
Non pretendo che mi credano soltanto perché dico che i miei sono tranquilli. Ma vorrei almeno che, prima di accusarci, cercassero di capire da quale balcone arriva il cane che sentono.
Nove anni senza lamentele non garantiscono niente per sempre, certo. Però il cambiamento nel palazzo è stato piuttosto preciso.
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