Sono scesa di corsa perché il figlio della vicina stava per mettere le mani addosso a mia nonna. Il telefono era rimasto in casa. In quel momento pensavo soltanto a raggiungerla; dopo, invece, ho continuato a pensare a tutto quello che non avevo registrato.
Era cominciata per una macchina da spostare. Mia nonna doveva fare manovra e aveva chiesto di liberare il passaggio.
“Mo sto mangiando.”
Questa era stata la risposta. Poi lui era sceso e la questione del parcheggio era diventata una discussione con minacce e insulti.
C’erano lui, sua madre e il marito di lei. Mia nonna era fuori, nel parco condominiale.
Non dico che mia nonna abbia un carattere facile. Sa rispondere, si impunta e non sempre sceglie le parole migliori. Ma chiedere di spostare una macchina non giustifica ritrovarsi davanti qualcuno che minaccia di aggredirti.
Mio nonno è morto due mesi fa. Da allora lei è più fragile, fisicamente e nell’umore. Vederla in mezzo a quella scena mi ha fatto scendere senza prendere nemmeno il cellulare.
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