L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Il testimone infallibile

l mio vicino mi ferma per chiedermi quando scriverò un altro post sui vicini, e io penso immediatamente a quello che ho appena scritto sul suo gatto. Oh cazzo, mi ha trovato. Lo guardo cercando di capire quanto sappia e soprattutto quanto tempo mi resti prima della figura di merda.
 
“Scusa, a quale ti riferisci di preciso?”
“Quello di Irina, cioè, la mia vicina che ballava la lap dance. Che figa, peccato che sia andata via”.
Respiro di nuovo. Quello su Irina l’avevo condiviso sul mio profilo Facebook l’estate scorsa, forse era l’unico post pubblico sui vicini, il gatto per il momento era salvo. O meglio, ero salvo io.
 
“Ah sì, Irina, bei tempi. Effettivamente, rispetto agli altri inquilini, era la migliore”.
Lui parte con i ricordi delle amiche che venivano a trovarla nel pomeriggio, degli incontri sulle scale, di quanto fosse difficile riprendersi dopo averle incrociate. Continua a infilare un “cioè” ogni poche parole, io annuisco, poi vedo qualcosa di arancione accendersi sul mio braccio.

Ecco un altro VDI:   Il ciclo migratorio del vicino da città a campagna (e ritorno)

Lascia una risposta