Vi racconto la mia storia.
Vivo in una villetta, al centro di un vialetto tranquillo, di quelli in cui ogni casa ha il suo giardino, i suoi fiori, il cancello sempre aperto quando c’è il sole e la siepe potata con cura.
A sinistra e a destra della mia abitazione abitano due signore – che io ormai chiamo affettuosamente (si fa per dire) le “gattare gemelle”.
Ora, sia chiaro: non ho nulla contro gli animali, per carità. Capisco la passione, capisco l’amore per i randagi, capisco tutto. Ma c’è un limite. Loro, questo limite, l’hanno scavalcato da tempo. Con agilità felina.
Le signore, di una certa età e con molto tempo libero, hanno iniziato qualche anno fa ad accogliere qualche gatto. “Poverini”, dicevano, “non possiamo lasciarli per strada”. E fin qui, ci stava. Poi sono diventati tre. Poi cinque. Ora, con l’ultimo censimento fatto a occhio dal mio balcone, siamo a dodici. Dodici gatti. Dodici.
paolo zuanon
Irrigazione controllata da sensore movimento
Se continui ad annafiarli smettono
Controlla su Google e usa tutti i prodotti che danno fastidio ai gatti
Se poi rinvieni cibo
Badile e lancialo