L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Un’intera playlist di techno russa e polacca

Questa mattina, dopo due anni in questo appartamento, finalmente silenzio.

Un silenzio vero.

Di quelli che quando ti svegli non capisci subito cosa c’è di diverso, poi realizzi… e quasi ti commuovi. Niente urla, niente colpi, niente dialoghi forzatamente condivisi attraverso il muro. Solo pace.

E soprattutto: abbiamo dormito.

Tutti.

Era da due settimane che la coppia di fianco a noi aveva trasformato le notti in una specie di reality show non richiesto. Dalle 2 alle 5: litigate epiche. Non discussioni, proprio scontri. Urla disumane, porte sbattute, accuse lanciate come piatti. Il genere di rumore che non puoi ignorare nemmeno con la testa sotto il cuscino.

Poi, senza soluzione di continuità, dalle 5 alle 7… cambio programma.

Stesso volume, altro genere.

E non solo il “fare le loro cose”, ma anche il commento in diretta. Descrizioni, incitamenti, dettagli che nessun vicino dovrebbe mai conoscere. Una radiocronaca surreale alle prime luci dell’alba.

Risultato: nessuno dormiva.

Entravi in cucina la mattina e trovavi facce svuotate, sguardi complici tra condomini tipo sopravvissuti a un disastro naturale. Nessuno diceva niente, ma tutti sapevano.

Ecco un altro VDI:   La vicina infame

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