Ciao a tutti e tutte!
Autodenuncia: stamane sono stata una C. VDI.
Ascesso dentale, non dormo da ore e sento pulsare la mascella come se ci avessi un tam-tam africano incorporato.
Per non disturbare il marito incolpevole mi sono autoesiliata sul divano del piano giorno: borsa del ghiaccio sul viso, pigiama informe, capelli stile “vento a 120 km/h”, e gonadi che girano a mille – credo potrei alimentare l’illuminazione pubblica dell’intero quartiere.
Finalmente verso l’una mi addormento, o per lo meno svengo dal dolore.
Ore 2.00.
Arriva lei.
Cancellino sbattuto come se avesse deciso di sfidare le leggi della fisica.
Porta dell’appartamento chiusa con una delicatezza pari a un’esplosione controllata.
E poi, dulcis in fundo, telefonata a volume teatro greco, in viva voce: l’amica viene aggiornata sulla serata.
Lui ce l’ha piccolo, gli puzzano i piedi, e il cocktail finale sapeva di piscio — parole sue, giuro.
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