Quando la vicina mi ha invitata a bere qualcosa, dalla portafinestra ho visto una decina di gatti tra il tavolo della cucina e la cappa. Ho ringraziato e declinato. I gatti, mi avevano detto loro stessi, erano trenta. E fuori c’erano anche cinque cani.
Abitiamo in una corte in aperta campagna, dodici famiglie distribuite in piccoli gruppi di villette a schiera. Quella coppia non confinava direttamente con noi: tra le nostre case c’erano una quarantina di metri e un rudere che faceva un po’ da barriera.
Col tempo ho capito quanto fossimo fortunati.
I cinque cani stavano sempre fuori. Prima del nostro arrivo, dopo le proteste per gli abbai, era stata costruita una casetta in giardino dove venivano chiusi durante la notte, fino alle sei del mattino.
Essendo in campagna, bastava che passasse una lepre o un capriolo perché cominciassero. Di occasioni, quindi, non ne mancavano.
Non li ho mai visti portare i cani a passeggio.
Lascia una risposta