Avevamo appena traslocato in Lombardia: io, mio marito e nostra figlia piccola.
Un trasloco non è mai facile, ma in questo periodo lo è ancora meno.
Aspettiamo il nostro secondo bambino tra pochi mesi, e l’economia non ci ha dato tregua: mio marito fa fatica a trovare un lavoro stabile, io cerco di risparmiare ogni centesimo, vendendo quello che possiamo per pagare l’affitto.
In condominio la voce gira: qui ci si conosce un po’ tutti, e in fondo si cerca di aiutarsi.
Ma mai ci saremmo aspettati quello che è successo una sera.
Suona il campanello. Mio marito apre, pensando fosse uno dei vicini per qualche comunicazione pratica.
Invece sulla porta c’è un signore del palazzo, che regge uno scatolone enorme.
“Ciao, sono dell’associazione X. Abbiamo deciso di dare una mano alla vostra famiglia. Questo è per voi.”
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