Quando mi sono trasferita nella mia nuova casa — una palazzina piccola, sei appartamenti in tutto — pensavo che finalmente avrei avuto un po’ di tranquillità.
Gente tranquilla, cortile silenzioso, odore di sugo la domenica e piante sul pianerottolo.
Insomma, la pace.
Ora, devo ammetterlo: ho la voce alta.
Non “alta” tipo radio conduttrice, ma “alta” tipo che se mi chiami al telefono e sono in un’altra stanza, mi senti lo stesso.
E se poi è una chiamata WhatsApp, con la linea che va e viene, scatta l’istinto da megafono.
Io non parlo, mi proietto nella conversazione.
Quel giorno, stavo chiacchierando con un’amica — niente di drammatico, le solite cose: il lavoro, la spesa, la lavatrice che vibra come un jet in decollo.
E mentre le dico “PRONTO, MI SENTI?!” con il tono di chi cerca un sopravvissuto nel deserto, suona il citofono.
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