Quello di sopra sta spostando qualcosa. Non so cosa sia, ma so che la lettera dell’amministratore non gli ha impedito di continuare.
Io sono qui sotto ad ascoltare e a domandarmi dove potrei mettermi per sentirlo meno. Poi guardo casa: le stanze sono finite, i vicini no.
Ho un appartamento sopra e uno per ciascun lato. In una casa più grande magari potrei cambiare stanza, chiudere una porta e trovare un angolo tranquillo.
Qui basta spostarmi per passare da un rumore all’altro. È una scelta tra soffitto e pareti.
Per quello di sopra siamo già arrivati alla comunicazione dell’amministratore. Speravo che almeno un richiamo scritto servisse a cambiare qualcosa.
Invece sento ancora trascinare e spostare. Mi accorgo che resto ferma ad aspettare la fine di ogni rumore, come se dovessi capire se sia davvero l’ultimo prima di riprendere quello che stavo facendo.
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