L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, Vicini e fatti divertenti

Rocco levate

Anni fa abitavo in un piccolo appartamento in una palazzina modesta, una di quelle costruzioni anni ’60 che, insieme ad altre tre identiche, formavano un cortile interno stretto e un po’ claustrofobico. Non era un vero cortile “scenografico”, ma più un pozzo di cemento con qualche vaso di fiori e due biciclette arrugginite dimenticate sotto la scala. Ogni finestra si affacciava lì, senza via di fuga: praticamente vivevamo tutti con le tende spalancate sulla vita degli altri. Bastava un colpo di tosse in cucina perché lo sentisse mezza corte.

Era estate, di quelle torride. Io stavo al sesto piano, senza aria condizionata: sudavo già solo a respirare. Tutti tenevamo le finestre aperte, sperando in un refolo di vento che non arrivava mai. Le notti erano rumorose, ma quella sera, più che mai, il cortile si trasformò in un teatro.

Mezzanotte passata, mentre cercavo invano di addormentarmi, all’improvviso un suono mi fece drizzare le orecchie. Non era il classico litigio di coppia né i ragazzini che giocavano a pallone fino a tardi. No. Quelle erano urla di tutt’altro genere. Urla di piacere, amplificate dall’eco perfetta delle pareti.

Ecco un altro VDI:   Il telecomando, questo sconosciuto

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