Io e mia madre ci siamo trasferite da poco in condominio dopo decenni di isolamento totale.
Un ritorno alla civiltà, insomma.
Due case nuove, relativamente vicine, ma non nello stesso stabile: una piccola rivoluzione logistica dopo anni di silenzio rurale, strade poco battute e il massimo del rumore rappresentato da qualche gallina nervosa o dal vento che sbatteva le persiane.
Mia madre ora vive al piano terra.
Sopra di lei, in un simpatico appartamento con balconcino, abita una coppia giovane con un figlio.
Un pargolo.
Un bimbo di due anni.
Un… fenomeno della natura, diciamo così.
Più che un bambino sembra un personaggio dei cartoni animati, un po’ Tasmanian Devil, un po’ Spider-Man, un po’ tamburo dei Marines.
Questo minuscolo concentrato di energia corre.
Salta.
Urla.
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