L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Psyco – Parte 1

Ho quasi trent’anni di convivenza con un vicino che chiamarlo infame sarebbe un complimento. E non lo dico per rabbia momentanea o per una lite isolata: parlo di una presenza costante, logorante, che cresce negli anni come una muffa che non riesci mai a eliminare del tutto.

Stiamo parlando di una persona profondamente cattiva nell’animo. Di quelle che non hanno bisogno di un motivo reale per provare astio: glielo costruiscono. Mai sposato, mai una relazione stabile, vive con la madre, che è persino peggio di lui. Due persone chiuse in una bolla di rancore, con contatti umani ridotti praticamente a zero. Nessun amico, nessun parente, nessuno che li frequenti davvero. Solo loro due, contro il mondo.

Noi abitiamo all’ultimo piano. Lui vive sotto di noi. Questo dettaglio, apparentemente innocuo, è diventato negli anni il fulcro di una vera e propria ossessione. Perché per lui qualsiasi cosa cada a terra — una penna, un telecomando, un tovagliolo — non è mai un incidente. È sempre un atto deliberato. Fatto apposta. Con l’unico scopo di dargli fastidio.

Ecco un altro VDI:   Nonna Infame

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